Magliocco Canino e Zibibbo: il racconto corale dei vini della Costa degli dei

In occasione della settima edizione di Beviamoci Sud Roma, manifestazione dedicata alla valorizzazione dei vini del Mezzogiorno d’Italia, nata dalla passione e dall’impegno di Marco Cum e Andrea Petrini, con la direzione tecnica di Luciano Pignataro, il territorio del Vibonese si è confermato come una delle realtà più interessanti del panorama enologico nazionale, rivelando l’anima di un’area complessa e affascinante. Qui il Magliocco Canino e lo Zibibbo diventano ambasciatori di storie antiche: raccontano colline, borghi sospesi nel tempo e un mare onnipresente, che riaffiora nei profumi e nella salinità dei vini.

“Il mio è un ringraziamento a chi organizza iniziative come questa – ha esordito Vitaliano Papillo, presidente del Gal Terre Vibonesi – perché offrono anche alle piccole cantine la possibilità di farsi conoscere in contesti importanti. Qui abbiamo visto come l’associativismo e la collaborazione tra produttori possano diventare un motore di sviluppo. Credere in loro, affiancarli e sostenerli è stato fondamentale per permettere a ciascuno di crescere e raccontarsi”.

Il progetto

“Insieme” è infatti la parola che ricorre con maggiore insistenza nelle presentazioni: insieme è l’entusiasmo con cui i produttori parlano del proprio lavoro; insieme è l’orgoglio con cui descrivono il territorio; insieme indica l’impegno che porterà a breve alla nascita della Doc Costa degli Dei, la prima denominazione della provincia di Vibo Valentia.

“Non volevamo un semplice bollino – precisa Papillo – Questa zona merita di essere raccontata. La Doc prende il nome dalla costa, straordinaria, e celebra i due vitigni autoctoni che la caratterizzano: il Magliocco Canino, simbolo dei rossi, e lo Zibibbo, emblema dei bianchi. Ma il progetto va oltre i singoli prodotti, vuole raccontare l’intero territorio, la sua cultura e la sua storia, costruendo un marchio di qualità che sia al tempo stesso valore condiviso e opportunità di crescita per tutta la comunità”.

Il Vibonese è un mosaico di microzone, ciascuna con caratteristiche proprie: colline, sabbie rosse, borghi storici e campagne che hanno conservato tradizioni antiche. L’isolamento geografico del passato, spesso considerato e subìto come un limite, ha agito invece come forma di tutela, proteggendo autenticità e cultura locale. In questo contesto il vino diventa molto più di un prodotto: è viaggio e scoperta, racconta di territori nuovi attraverso aromi e sfumature uniche. Il Magliocco Canino e lo Zibibbo non sono semplici varietà, ma una storia che parla di lavoro, tenacia e innovazione. Come spesso si dice, “siamo solo all’inizio” di un’avventura che promette molte sorprese, fondata su un’idea condivisa di vino: biologico, identitario, lontano da scorciatoie o modelli preconfezionati, capace di esprimere una pluralità di interpretazioni coerenti con la stessa matrice territoriale.

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